Acqua di fiori di arancio amaro di Vallebona

In passato la distillazione avveniva in alambicchi di rame, mettendo in contatto diretto i fiori col’acqua bollente. Oggi il procedimento è più delicato, e avviene in corrente di vapore: si fa entrare il vapore alla base del recipiente di estrazione e scorrere verso l’alto, attraversando la massa dei fiori, fino ad arrivare ad un condotto che lo incanala nel “vaso fiorentino”, recipiente in cui avviene la distillazione vera e propria. In questo particolare alambicco in vetro, in cui il vapore condensa passando allo stato liquido, l’acqua e il pregiatissimo olio essenziale si separano. L’olio, noto anche come nerolì, è preziosissimo nella cosmesi.
La vendita dell’acqua avviene per lo più localmente, e viene utilizzata in cucina, per la preparazione delle bugie e per aromatizzare i dolci della zona.

#borghidiriviera

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