Finalborgo

Gli edifici hanno mantenuto l’architettura originaria di impianto medievale, con palazzi nobiliari sorti a partire dal 1400 volti a testimoniare l’importanza acquisita dal borgo con il passare dei secoli.

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Il borgo

Si accede a Finalborgo da Porta Testa, uno degli ingressi principali che conduce fino al cuore del nucleo abitato, piazza Garibaldi. Gli edifici hanno mantenuto l’architettura originaria di impianto medievale, con palazzi nobiliari sorti a partire dal 1400 volti a testimoniare l’importanza acquisita dal borgo con il passare dei secoli. Nelle vie interne ci si può aggirare tra botteghe e negozi, trattorie e forni, fulcro di vita quotidiana e tradizioni rimaste sospese nel tempo.

Uno dei luoghi più affascinanti e caratteristici di Liguria pone la sua importanza sull’aspetto storico e naturalistico: compreso tra il promontorio della Caprazoppa e Capo Noli fu un punto strategico di insediamenti abitativi a partire dal Paleolitico; all’interno delle sue grotte sono stati riportati alla luce reperti archeologici e fossili tra i più antichi d’Europa. Arte, storia, cultura ma anche sport, praticabile all’aperto all’interno di una cornice paesaggistica senza uguali, meta ideale per gli amanti dell’outdoor che in ogni stagione dell’anno giungono qui da tutta Europa per godere del clima mite e del numeroso ventaglio di attività che il luogo propone.

La storia

I primi ritrovamenti archeologici rinvenuti sul territorio sono databili al periodo Paleolitico, in particolare grotte, tra cui una delle più importanti è quella delle Arene Candide, in cui è stata rinvenuta la "sepoltura del Giovane Principe", considerata una delle tombe del periodo più antiche d'Europa; nella stessa caverna è stata scoperta una zona di sepoltura con il ritrovamento di 15 tombe. Reperti databili al paleolitico superiore e medio sono stati rinvenuti nella Grotta delle Fate, una cavità situata all'interno della frazione denominata Arma delle Manie. Attualmente questi reperti archeologici sono visibili all'interno del museo civico presso il complesso conventuale di Santa Caterina a Finalborgo.

Inoltre il territorio di Finale possiede numerose testimonianze architettoniche preromane, romane, paleocristiane e bizantine, durante l'epoca romana, il territorio di Finale Ligure spartiva il confine tra le popolazioni dei Liguri Sabazi e dei Liguri Ingauni, due tra le più antiche popolazioni presenti nel ponente ligure in epoca preistorica.

La prima testimonianza scritta dell'esistenza del territorio finalese risale al 967, quando l'imperatore Ottone I, in un diploma, diede in dono ad Aleramo del Monferrato il castello di Orco sulle alture del borgo. A seguito di questo passaggio Finale Ligure fu ereditato dal discendente di Aleramo, Enrico del Vasto, investito del possedimento da Federico Barbarossa nel 1162. L'antico centro storico medievale di Finalborgo diventò un luogo di rilievo quando divenne capitale del Marchesato del Finale, antico Stato italiano preunitario dal 1162 al 1797. La famiglia dei Del Carretto, discendente da Enrico, creò il potente Marchesato del Finale, annettendosi altri feudi minori, ma si scontrò, soprattutto per ragioni commerciali, con la Repubblica di Genova, proprietaria della maggior parte dei porti liguri. Genova impose alla famiglia Del Carretto degli accordi commerciali e nel 1385 la Repubblica acquisì il dominio di gran parte del feudo ma i Del Carretto respinsero il dominio genovese dopo aver ottenuto la protezione dei Visconti prima e degli Sforza poi. Tra il 1447 e il 1448 Genova invase il marchesato, distruggendo Finalborgo e Castel Govone, che pochi anni dopo tornò nuovamente nelle mani della famiglia carrettesca, con l’aiuto dei francesi. Nel 1496 Alfonso I Del Carretto ottenne da Massimiliano I l’investitura del marchesato, che passò successivamente al figlio Giovanni II Del Carretto da parte di Carlo V nel 1529. Tra il 1507 e il 1514 si ebbe uno dei periodi di massima estensione del marchesato che dopo la guerra contro Genova estese i suoi domini sino in val Bormida. La situazione di pace durò poco: nel 1558 Genova invase nuovamente il marchesato, a cui seguì un periodo di turbolenza politica e successivamente la Spagna riuscì ad impadronirsi del territorio nel 1602, che rimase per forma di proprietà imperiale. La dominazione spagnola continuò fino al 1707, anno in cui morì Carlo II di Spagna, con la successione del possedimento alla Repubblica di Genova, in fase di espansione, confermato attraverso il Trattato di Aquisgrana. Uno degli ultimi avvenimenti significativi avvenne nel 1795, anno in cui venne invaso dall’esercito di Napoleone. Decaduto il marchesato, soppressa la Repubblica genovese, costituita la Repubblica Ligure anche Finale seguì le successive vicende storiche del territorio ligure, rientrando nel 1797 nel Dipartimento della Maremola, nel 1815 all’interno del Regno di Sardegna, 1861 nel Regno d'Italia.

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