Perinaldo

Perinaldo ha mantenuto, nel corso dei secoli, la coltivazione dell’oliva taggiasca.

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Il borgo

Feudo del conte Rinaldo di Ventimiglia, probabilmente fondato nel XI secolo, il borgo di Perinaldo fu venduto nel Duecento al genovese Fulcone e nel Trecento a Oberto Doria, del quale rimase a lungo in possesso insieme alla vicina Dolceacqua. L’imponente castello, edificato durante il periodo medievale, che difendeva il nucleo storico del borgo a occidente, venne saccheggiato e distrutto nel 1672 dai Genovesi. Nacquero a Perinaldo gli astronomi Cassini e Maraldi, importanti scopritori e studiosi di pianeti e galassie, a cui sono stati donati i loto cognomi. Perinaldo ha mantenuto, nel corso dei secoli, la coltivazione dell’oliva taggiasca, particolare qualità di olivo che introdussero i frati minori di San Francesco durante il 1600. Caratteristica è la piazza del Municipio legata da un’ampia scalinata alla parrocchia di San Niccolò, un edificio costruito nel 1489 e ristrutturato nel 1700; ai piedi della scalinata si trova un pilastro chiamato “piede di maggio”, deformazione forse del termine piede dell’omaggio, su cui, secondo una leggenda, il marchese Doria appoggiasse il proprio cappello prima di entrare in chiesa.

La storia

Il borgo di Perinaldo fu uno dei centri principali di dominio assoggettati alla famiglia nobile genovese dei Doria. Un primo insediamento abitativo sorse nell'anno Mille, grazie a Rinaldo della famiglia dei Conti di Ventimiglia dal quale ne derivò il nome del borgo, diventando nel corso dei secoli Perinaldo. Il castello, avamposto di difesa strategico, lo si trova menzionato all'interno di una pergamena del Mille in cui Guidone Guerra, conte di Ventimiglia, si impegna a proteggere il vescovo di Nizza e i suoi beni, offrendo come garanzia sudditi e feudi di sua proprietà. Troviamo a inizio Duecento il borgo costituito e organizzato in Comune, con l'elezione dei Consoli a rappresentanza della comunità. Successivamente, con l'aumento di potere da parte di Genova sui territori del Ponente Ligure, i Conti furono costretti a vendere i loro feudi prima al genovese Fulcone da Castello e poi alla famiglia Zaccaria nel 1200, anno in cui vennero acquistati da Oberto Doria. La famiglia nobiliare dei Doria creò il proprio dominio ghibellino, contrapposto con quello guelfo della famiglia genovese Grimaldi dominante su Monaco, nei territori limitrofi ai confini, con una continua rivalità, che terminò nel 1400, quando le due famiglie divennero alleate grazie al matrimonio tra Luca Doria e Francesca Grimaldi. Ma il periodo di pace non era destinato a durare a lungo, tanto che a seguito di un delitto, Perinaldo e i borghi limitrofi passarono sotto al protettorato del dominio piemontese. Nei secoli successivi vennero elaborati nuovi statuti, fino ad arrivare al periodo dell'invasione napoleonica in cui Perinaldo viene eletto capoluogo di Cantone al posto di Dolceacqua, seguendo le vicende della neo costituenda Italia Unita.

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