Sassello

Nel territorio comunale di Sassello è presente un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale e geologico.

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Il borgo

Sassello è stato il primo Comune italiano ad aver ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, sinonimo fino dalla sua istituzione di qualità turistica e ambientale per i borghi dell’entroterra italiano. Il centro storico è di impianto medievale con palazzi seicenteschi e chiese barocche con all’interno opere d’arte di grande pregio. La torre dei Saraceni domina la frazione di Bastia che conserva al suo interno i resti di un antico castello. Evento caratteristico del luogo è l’infiorata del Corpus Domini, in cui le strade vengono decorate con petali di fiori, colorandosi così di molteplici colori.

La storia

Il comprensorio di Sassello presenta, grazie ai numerosi ritrovamenti di manufatti e incisioni rupestri, testimonianze di frequentazioni inerenti a tutte le culture preistoriche che vanno dal paleolitico inferiore all'età dei metalli.

I primi documenti che citano il luogo risalgono ai primi secoli dello scorso millennio:

Sassello si trova sotto la signoria dei marchesi di Ponzone, di discendenza aleramica, sotto la giurisdizione vescovile di Acqui; a fine del Duecento, ampie porzioni di territorio vengono acquistate da un discendente della famiglia Doria che provvederà a costruire il castello della Bastia Soprana, nell'area della torre definita "dei Saraceni".

Qualche anno dopo, attorno al 1450, Filippo, un Doria di un altro ramo, costruisce più a valle un nuovo castello, la Bastia Sottana, e l’abitato del paese si sposta di conseguenza dalla sede primitiva all’interno della cinta muraria: l’attuale centro storico del paese è costituito dall’espansione dell’abitato al di fuori di quella cinta. I rapporti fra gli abitanti del borgo e i Doria non furono quasi mai buoni e dopo secolari contrasti sulle imposizioni pretese dai feudatari la popolazione insorse nel 1593, a seguito della quale, dopo vent’anni turbinosi durante i quali il paese venne conteso da Spagnoli, Savoia e Gonzaga, esso venne acquistato e divenne feudo imperiale della Repubblica di Genova. Nel Seicento subì due incendi, nel 1626 e nel 1672, a seguito delle guerre tra la Repubblica e i Savoia, ma si riprese rapidamente e venne ricostruito nelle forme e con la topografia che tuttora conserva. Inizia a godere di un rilevante benessere economico che deriva dall’utilizzo dei boschi e dalle ferriere, attive fin dal Quattrocento, le quali lavoravano la “vena” di ferro trasportata dal mare a dorso di mulo utilizzando per la fusione il carbone vegetale e per l’azionamento dei magli l’acqua dei torrenti. Con la caduta della Repubblica di Genova (1797), sull'onda della rivoluzione francese e a seguito della prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, il territorio del Sassello rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte. Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel III mandamento omonimo del Circondario di Savona facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale sassellese passò sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Cosa mangiare a Sassello

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